COOPERATIVANOTIZIE

Ci ha lasciati per Covid-19 il Collega Mirco Ragazzon

Perdonaci Mirco !!!

Avremmo voluto fare più, avremmo voluto che tutti avessero fatto qualcosa di più, come una cosa semplicissima: rispettare delle banalissime regole che impongono l’uso di una mascherina indossata in modo corretto e mantenere delle giuste distanze, per impedire che il mostro chiamato Coronavirus possa colpirci e distruggerci.
Purtroppo non è così, non è stato così !!!

L’egoismo dell’essere umano ha ancora una volta predominato !!!

Hai svolto il tuo lavoro di medico di famiglia con dedizione, sei morto sul campo, in trincea colpito da una pallottola vagante chiamata Covid-19, che ha colpito a morte te, MA FERITO TUTTI NOI che continuiamo a combattere sul fronte Coronavirus, nonostante i sorrisini sarcastici dei vari Vespa a “Porta a Porta”, dei Fazio, degli increduli come Sgarbi, dei tanti negazionisti e complottisti o dei tanti opinionisti o pseudo-scienziati che pontificano da dietro le scrivanie e si lamentano dei medici di famiglia, ma che al FRONTE di un ambulatorio di un medico di Medicina Generale non ci sono MAI stati.

Troppo comodo affermare “NO C’E’ NE COVIDDI” o il telefono del dottore è sempre occupato se non hai frequentato per un solo, e ribadisco UN SOLO GIORNO, un nostro ambulatorio !!!
Maledetti che scrivete contro i medici di famiglia perché non fanno a sufficienza il loro lavoro, ma perché NON VENITE con una telecamera nei nostri studi, ma non per fare una intervista concordata, ma PER DOCUMENTARE come trascorriamo le nostre giornate ? Perché non venite ???
Però ve lo anticipo da subito, Vi voglio anche a casa, poiché neanche al cesso abbiamo più il tempo per concentrarci ed espletare le normali funzioni fisiologiche, presi come siamo dalle miriadi di telefonate, email e Whats App.

Ma questo sui giornali nessuno lo scrive, in TV non lo sentiamo. Purtroppo, fa più notizia la lamentela: i mass media amano la malasanità !!!

Perdonaci Mirco, nessuno Ti ha protetto, non hai mai avuto un DPI dalle Istituzioni poiché lo sai non spettano a noi medici di famiglia, ma ora Ti prego, se puoi, proteggi Tu TUTTI NOI che continuiamo a svolgere con passione e dedizione il nostro lavoro di medico di famiglia, poiché Tu lo sai . . . il peggio deve ancora venire, ma l’uomo della strada non lo sa, non lo vuole sapere, lui deve continuare a vivere come gli pare e piace, poiché lui è un UOMO LIBERO.

E purtroppo è vero che non possiamo e non dobbiamo fermarci, non possiamo consentire un completo lock down poiché economicamente siamo sul ciglio del baratro e non lo sopporteremmo, ma almeno ILLUMINA che deve decidere, che almeno attui dei lock down CHIRURGICI, mirati a fermare gli assembramenti, a multare gli irrispettosi, ad impedire che per colpa di pochi ignoranti e menefreghisti, paghino tutti.

E ribadisco auguriamoci che i nostri concittadini facciano una volta e per tutte un passo indietro, un piccolo passo che moltiplicato per milioni di passi, diventerebbe UN GRANDE PASSO INDIETRO. Ne va del nostro futuro.

E perdonaci se neanche Tua moglie ed i Tuoi figli potranno accompagnarti all’ultimo viaggio per la quarantena imposta.

Sappi però, che per noi sei, sarai e rimarrai un esempio, di professionista serio, attento e scrupoloso, morto sul campo della Medicina per colpa di un virus maledetto.

Ciao Mirco Ragazzon, da parte mia e di Tutti gli amici e Colleghi della MediCoop VESEVO.

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Un commento

  1. Caro Mirko, ci incontrammo un’ultima volta alla presentazione del Progetto AGIRE e mai avrei pensato cosa sarebbe successo in questo terribile anno. Poi mi è giunta questa funesta notizia che mai avrei immaginato per questo male.
    Mi sono ricordato che ci conoscemmo a Sorrento quando eravamo gettonati al Centro trasfusionale dell’AVIS presso l’Ospedale e poi quando eravamo in Guardia medica a Meta come trimestrali e reperibili.
    Tanta strada percorsa e difficoltà da superare ma ci sei riuscito con la tua costanza e la tua pacatezza.
    Tuttavia non conoscevo il tuo impegno in parrocchia che sicuramente ha accresciuto la tua professionalità già di spessore.
    Il Buon Dio che hai servito ti accoglierà tra le sue braccia e dove sei adesso non avrai più stress dai pazienti, dall’ASL e dalle normative che tanto ci danno fastidio nel nostro voler fare i medici. Certo questo non è una consolazione per noi che siamo ancora qui con i piedi sulla Terra ma forse un segno di Speranza.
    Abbraccio la tua famiglia pur non conoscendola quasi volessi riabbracciarti come ai tempi di Sorrento e di Meta.
    Pregherò per te tardivamente perchè tu l’hai già fatto per tutti noi.

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