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L’alba del cambiamento

La  rivoluzione  della  Medicina  GeneraleL’ ALBA  DEL  CAMBIAMENTO

Giovedì 30 gennaio al Palazzo Alabardieri di Napoli in una conferenza stampa congiunta Sindacato FIMMG-Regione Campania, è stato presentato il nuovo Accordo Integrativo Regionale (AIR) che di fatto rappresenta l’alba di un nuovo modello organizzativo della Medicina Generale e che supera definitivamente tutte le precedenti forme organizzative della Medicina Generale come la Medicina di Gruppo, le Reti e l’Associazionismo semplice.

Presenti alla conferenza stampa il Delegato Regionale per la Medicina Generale, la dott.ssa Pina Tommasielli, il Segretario Vicario Regionale della FIMMG Campania, il dott. Vincenzo Schiavo ed il Segretario Provinciale della FIMMG Napoli, il dott. Luigi Sparano, che hanno illustrato alla stampa le novità del nuovo AIR.

In particolare, con questo nuovo accordo, ha affermato la referente dell’Assistenza Sanitaria Territoriale della struttura commissariale Regione Campania, Pina Tommasielli, “si vuole abbandonare la visione ospedalocentrica della sanità in favore di una maggiore attenzione alla territorialità, per far fronte a una nuova esigenza di salute che riguarda sempre più la terza età e le cronicità.”

La novità di spicco di questo nuovo Accordo Integrativo Regionale è rappresentata dalla costituzione delle AFT, le Aggregazioni Funzionali Territoriali, nelle quali dovranno obbligatoriamente organizzarsi nei prossimi mesi tutti i medici di Assistenza Primaria ed i medici di Continuità Assistenziale per poter garantire una maggiore risposta alle esigenze assistenziali della popolazione.

Gli studi dei medici costituenti la AFT dovranno essere connessi necessariamente in rete, pur utilizzando gestionali diversi, al fine di condividere i dati e quindi le cartelle cliniche dei pazienti confluenti nella AFT, per poter consentire una continuità nell’assistenza.

La percentuale dei medici riuniti in aggregazione, mentre fino ad ieri era solo del 40%, con il nuovo Accordo regionale diventerà del 100%, pertanto tutti i medici della Campania dovranno obbligatoriamente aggregarsi per consentire un’assistenza H 12, ovvero dalle ore 8.00 del mattino alle ore 20.00.

Ciascun medico però continuerà a lavorare nel proprio ambulatorio o in più ambulatori, ma contestualmente l’assistenza ai singoli assistiti sarà garantita continuativamente nelle 12 ore diurne, grazie anche all’attività di un Coordinatore che gestirà l’aggregazione degli studi medici ed al quale verrà affidato il compito di definire il piano organizzativo della AFT,  il coordinamento per il raggiungimento degli obiettivi e degli  audit.

Dovranno essere identificate una o più sedi di riferimento, che verranno definite “base“, nelle quali potranno essere condivisi e perseguiti gli obiettivi regionali ed aziendali loro assegnati; inoltre, in queste sedi “base” verranno effettuate indagini diagnostiche di primo livello, come le spirometrie, gli elettrocardiogrammi e le ecografie e tutto questo grazie anche alle strumentazioni di cui verranno dotate le AFT e che verranno acquistate dalla regione Campania.

A tal proposito, la Regione Campania ha investito in questo processo organizzativo ben 3 milioni di euro che vanno ad aggiungersi ai 7 milioni normalmente già destinati al fondo per la medicina generale.

La Prevenzione e gli screening diventeranno obbligo, per consentire anche una migliore presa in carico delle cronicità e soprattutto in considerazione della necessità di raggiungimento dei LEA a cui la regione dovrà attenersi anche per evitare di ritornare al commissariamento.

Infine, tra le ulteriori novità, tutti gli studi medici dovranno avvalersi di personale di tipo amministrativo, pertanto saranno assunti circa 2000 collaboratori di studio, oltre che infermieri che saranno in servizio in numero di 3-4 per ciascuna AFT.

Anche la Continuità Assistenziale (la guardia medica) dovrà essere dotata di presidi assistenziali per consentire una continuità nell’assistenza e quindi anche questi sanitari, parte integrante delle AFT, verranno messi in rete per condividere le cartelle cliniche dei pazienti.

Insomma una vera e propria rivoluzione che avrà vita nei prossimi 2-3 mesi e che renderà sicuramente anche più attrattivo per i giovani neolaureati che si affacciano alla professione il compito di medico di Medicina Generale. Dopotutto, va ricordato che le previsioni dei prossimi 3-4 anni calcolano che il 65% dei medici, ovvero circa 2500 sanitari, andranno in pensione.

dott. Francesco Paolo DE LIGUORO
medico-giornalista
Direttore della Testata www.medicidiercolano.it

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